Dal lontano 1521, quando Bartolomeo de Cioli poggiò le pietre della prima camera – oggi la nostra reception – la famiglia Cioli non ha mai lasciato Rapale, intrecciando il proprio cammino con alcuni dei più illustri luminari del passato come Michelangelo, Dante e Galileo.
Nel 2003 Fortunato Cioli e sua moglie Gisella, che abitano ancora nella villa al cuore della proprietà, diedero nuova vita a Borgo Rapale, trasformandolo in un agriturismo. Le antiche botteghe del fabbro, del fornaio e degli altri artigiani locali sono rinate in veste di rustici appartamenti in legno e pietra, ciascuno dedicato con affetto a un nipote.Ancora oggi a conduzione familiare, Borgo Rapale è un luogo dove ogni angolo custodisce una storia. Oggi è Luca, il figlio più giovane di Fortunato, a portare avanti questa eredità, accogliendo gli ospiti e condividendo i racconti della villa e del castello adiacente.